Imprenditori si nasce o si diventa ?

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Vorrei condividere con voi l’articolo che è stato pubblicato sulla rivista Ticino Management  del Dicembre 2015 intitolato Imprenditori si nasce o si diventa?

Buona lettura ……

 

– Lorenzo Meroni, in apertura ci può dire due parole su OSM Network? Quali sono, in sintesi, i servizi e le peculiarità della vostra società?

C’è uno slogan che riassume la nostra filosofia: è il capitale umano che genera il capitale economico. Lo hanno sostenuto Theodore Schultz e Gary Becker, due premi Nobel, già nel secolo scorso e nel mondo d’oggi quel concetto è ancora più vero. Per capirci meglio, lavoriamo prevalentemente sulle persone, applicando metodologie avanzate per le selezioni, per le analisi del potenziale individuale e di gruppo e per l’individuazione e lo sviluppo delle aree di miglioramento.

– La grande esperienza che il Gruppo OSM ha acquisito operando in Italia, vi è tornata utile anche in Ticino, oppure avete dovuto “correggere il tiro” per meglio adattarvi alle esigenze del nostro mercato?

Sarei superficiale se rispondessi che tutto il mondo è paese. Certo il tessuto economico ticinese, con circa il 90% delle oltre 30 mila aziende che hanno meno di 10 addetti, somiglia molto a quello italiano, anch’esso caratterizzato da una percentuale massiccia di micro imprese. Ma vi sono anche differenze sostanziali di cui abbiamo dovuto tenere conto. La Svizzera ad esempio nel campo dell’istruzione ha un sistema duale, in cui abbina la formazione pratica all’insegnamento scolastico, che facilita l’ingresso nel mondo del lavoro e dal quale l’Italia avrebbe molto da imparare. In Svizzera la durata media del pagamento di una fattura è attorno ai 40 giorni, in Italia supera i 90 giorni.

– Eppure, ne sono certa, alla base di un‘impresa che comincia ad andare male in fondo in fondo ci sono sempre le stesse carenze e le stesse problematiche… Quali?

Fondamentalmente tutto é riconducibile a quella che noi chiamiamo la “legge del minimo irriducibile”. Quando cioè, a partire dal management, ci si limita allo stretto indispensabile. Il “minimo irriducibile” è contagioso, si propaga come un’epidemia. Già Darwin ci ha spiegato che non è la specie più forte che sopravvive né la più intelligente ma quella più ricettiva ai cambiamenti. In un mercato sempre più selettivo e competitivo l’unica maniera di non farsi espellere è il miglioramento continuo, quello che i giapponesi definiscono “kaizen”.

– Immagino che un buon imprenditore debba possedere determinate doti… Vogliamo tracciarne un identikit?

Nel mio blog mi è capitato di scrivere che ciò che distingue un imprenditore è il cuore. Quando si dà retta al cuore vuol dire che c’è passione. Il resto viene di conseguenza, per naturale conseguenza,

– Ma imprenditori si nasce o si diventa? Insomma, saper fare impresa è merito di madre natura oppure certe prerogative si possono anche acquisire attraverso un buon coaching e una formazione ad hoc?

Ingvar Kamprad, il fondatore di Ikea, già a 5 anni aveva avviato una attività imprenditoriale: si procurava forniture di fiammiferi e li vendeva al vicinato. Il suo è un caso limite ma la propensione a fare impresa è più diffusa di quanto si creda: in Europa più del 40% delle persone hanno l’aspirazione ad avviare un’attività in proprio. Cresce il convincimento che se il lavoro non si trova lo si può creare. Ciò che conta è la voglia di fare. Le competenze si acquisiscono.

– Il coaching e la formazione, dunque, possono fare molto. È per questo che OSM Network, in collaborazione con AITI Servizi, all’inizio del 2015 ha dato vita alla Swiss Business School (SBS)?

La storia dell’umanità ci insegna che si progredisce quando i saperi e le conoscenze si condividono, diventano patrimonio comune. Non è retorica. Quando una comunità progredisce tutti ne traggono vantaggio.

– LA SBS è riservata esclusivamente agli imprenditori e ai General Manager oppure si possono iscrivere anche altri profili?

Non ci sono preclusioni. Ad esempio, uno dei temi caldi è la cosiddetta leadership. A bruciapelo verrebbe da dire che è una qualità che deve appartenere solo a chi sta ai vertici di un’organizzazione. In realtà possedere leadership fa la differenza anche se si è l’ultimo dei collaboratori: chiunque in un’azienda si trova a gestire rapporti e situazioni. Le capacità relazionali, quelle che gli anglosassoni chiamano “soft skills”, sono ancora più determinanti delle competenze squisitamente tecniche.

 

– Come funziona la Business School? Quanto impegna in termini di tempo? È possibile iscriversi in qualsiasi momento?

Il punto focale è che nella Business School i partecipanti sono protagonisti: seguono percorsi personalizzati combinati però con momenti di confronto e di scambio di “azioni vincenti”, perché spesso il confronto tra i parrtecipanti porta a comprendere che le problematiche in azienda sono “comuni” e che a tali problemi ci sono anche soluzioni “comuni” ovvero, l’azione vincente che ha funzionato per alcuni, con le dovute modifiche, può funzionare anche per loro.

 

La frequrenza è mensile (una giornata fissa e programmata a calendario) e quindi non ruba troppo tempo agli impegni aziendali, ma al contrario, permette di fare i “compiti a casa” ovvero di applicare da subito in azienda ciò che si è appreso in business school, massimizzando di conseguenza i risultati, perché il motto deve essere: fai poco alla volta ma fallo sempre. I grandi cambiamenti avvengono facendo diventare il miglioramento continuo un’abitudine.

 

Da ultimo, come dicevamo, essendo i percorsi di studio personalizzati, non vi è il rischio di perdere una lezione, ma al contrario vi è la massima flessibilità, ci si può iscrivere in qualsiasi momento e, grazie alla presenza di tutor dedicati, seguire il proprio percorso anche saltando una lezione per oi riprendere la volta sucessiva da dove ci si era fermati.

 

Infine, tracciamo un bilancio di questo primo anno, fermo restando che si proseguirà anche nel 2016 ….

La Swiss Business School ha aperto i battenti lo scorso aprile, e da subito la partecipazione è stata molto intensa, alcuni imprenditori, dopo il primo giorno informativo, hanno scelto di non proseguire il loro percorso; ma per tutti coloro che invece hanno cominciato un proprio percosro di miglioramento personale ed in azienda i rusultati sono evidenti.

Buonaparte di chi ha intrapreso un percorso, ci ha poi richiesto anche di intervenire in azienda per supportarli nel mettere in pratica ainterventi di miglioramento, e devo dire che i buoni risulttai non hanno tardato ad arrivare.

 

Per concludere, posso affermare con serenità che il bilancio del primo anno di Swiss Business School è assolutamente positivo, ed è per questo che è nostra intenzione proseguire anche il prossimo anno inserendo novità e nuovi percorsi.

 

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