Come battere la crisi in 5 mosse

imagesCon questo articolo vorrei dare un contributo a tutti quegli imprenditori o manager che oggi come ieri si trovano a combattere con le continue sfide che il mercato ci propone.

Sempre più spesso sento parlare di “crisi”, e della situazione che è peggiorata e che continua a peggiorare, ma quando chiedo quali possano essere le attività da fare per uscirne, la risposta che mi sento ripete più frequentemente è che non c’è una soluzione o che bisogna solo aspettare che la crisi passi.

Io non sono assolutamente d’accordo con questo, anche perché credo che questa sia ormai la nuova normalità e che di conseguenza è fondamentale prenderne atto e mettere in funzione le mosse anticrisi perché, anche se rischio di essere banale nel citare Charles Darwin, “non sopravvive il più forte o il più intelligente, ma chi si adatta più velocemente al cambiamento”, ma in realtà la natura ci insegna proprio questo….. sopravvive solo chi è capace di adattarsi.

E’ per questo che vorrei dare il mio contributo con 5 azioni che, provate in prima persona sulle aziende mie clienti e sulle mie……. e  posso confermare che funzionano:

1) GUARDA LE CAUSE INTERNE: Oggi per un imprenditore è molto facile trovare delle “cause esterne” che giustifichino gli andamenti non proprio eccezionali della sua impresa. Basta accendere la TV o leggere qualsiasi giornale e ne trovi quante ne vuoi, li in bella vista, decine di giustificazioni per l’andamento non ottimale delle nostre aziende….. c’è la crisi !!!! Guardare le cause interne obbliga ognuno di noi a a guardare e sistemare ciò che non funziona all’interno delle nostre aziende. Sono questi fattori interni più che le crisi e le difficoltà, dei clienti e del mercato a determinare i risultati non eccellenti delle nostre imprese.

2) ESCI DALLA ZONA DI CONFORT: Cos’ è la zona di comfort? Qualcosa di comodo, in cui stai bebe, in cui vorresti restare per sempre. E fuori dalla zona di confort cosa c’è?  Fatica, impegno, stanchezza, delusioni, stress, scelte difficili…… Lasciare la zona di confort potrebbe sembrarci impossibile, ma è fuori da questa zona che noi creiamo valore per noi stessi e per  la nostra impresa. Per creare valore decidi di affrontare una sfida che ti fa paura…. 

3) ABBRACCIA IL MARKETING: In un mercato come quello di oggi, dove c’è sempre sovrabbondanza di offerta, le aziende non possono sottovalutare la promozione. In questi nuovi scenari economici la parola d’ordine delle aziende che crescono e che fanno utili è certamente tanto marketing, nel senso che queste imprese destinano alla comuni azione e al farsi conoscere un parte importante delle loro energie e risorse.

4) AUMENTA IL VALORE DELLE PERSONE: Dobbiamo imparare a coinvolgere e motivare le persone e guardare maggiormente i lati positivi dei collaboratori che gestiamo. Dobbiamo imparare a fare coaching, organizzare dei corsi di formazione per i collaboratori, creare piani di crescita e di incentivazione economica. Tutte queste azioni ti faranno ottenere miglioramenti della produttività delle persone che hai in azienda.

5) SE VUOI CHE LE COSE CAMBIANO….. MIGLIORA TU: Qual’è il capitale più importante della tua azienda? Sei Tu! e allora qual’è l’investimento più redditizio per far crescere la tua impresa? L’investimento su te stesso. Sul tuo miglioramento personale. L’azienda è lo specchio dell’imprenditore. Se sei una persona disorganizzata i tuoi uomini ti prenderanno come esempio e andranno alla tua velocità. Studia e prendi spunto da chi è più bravo di te. Migliora come imprenditore e come persona.

Se metterai in pratica queste 5 azioni avrai fatto il primo passo per portare la tua azienda a crescere.

Battere la crisi è possibile, ma farlo con l’aiuto di professionisti è più facile.

Sono a disposizione per eventuali approfondimenti: l.meroni@me.com

 

P.S. Ringrazio per i contributi l’amico Paolo Ruggeri

2 risposte a “Come battere la crisi in 5 mosse

  1. Alberto Pellegrini

    Ottimo articolo

  2. Emanuela Adriani

    Fantastico decalogo. Secondo me gli imprenditori dovrebbero prima di tutto concentrare la propria attenzione sull’andamento interno all’azienda puntando su una distribuzione adeguata delle attività tra il personale. Questo comporta un’analisi obiettiva ed attenta delle dinamiche interne e delle capacità utilizzate o meno dai propri collaboratori.
    Solo nel momento in cui è stato ottimizzato il processo interno attraverso una riorganizzazione verificata, allora è valido passare al marketing ed uscire dalla zona di confort. Viceversa comporterebbe solo costi ulteriori non gestibili dalle risorse interne e quindi un marketing negativo autodistruttivo.

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