Quando incrementare le vendite danneggia l’azienda

Unknown

E’ un’idea abbastanza comune nella maggior parte degli imprenditori che, per sanare un’azienda in crisi, la prima cosa da fare sia: incrementare le vendite.

Ma è proprio così vera questa affermazione?

Sembra un paradosso, ma in alcuni casi è vero l’esatto contrario, ovvero meno vendiamo e meglio è per l’azienda!

Ma come si spiega questa affermazione?

La logica sembrerebbe dirci che, se un’azienda è in crisi ed in difficoltà economica, la prima cosa  da fare sia aumentare le vendite ed i fatturati per aumentare le entrate economiche.

Questa però, potrebbe anche non essere così vero e non essere la scelta migliore!

Per poter verificare questa tesi è importante prendere in esame  gli elementi che compongono il fatturato dell’azienda, che sia essa di servizi o di produzione.

Di fatto il fatturato di un’azienda è composta da:

mano d’opera

materie prime

costi fissi

marginalità

A questo punto qualcuno potrà dire che,  è sufficiente che questi elementi siano valutati in maniera corretta in fase preventiva , garantendone il rispetto in fase esecutiva ed il gioco è fatto. Basta che l’azienda mantenga il controllo dei costi della mano d’opera e delle materie prime, imputi la corretta percentuale di costi fissi e riservi una marginalità accettabile e  l’azienda non può che guadagnare.

Sulla carta questo potrebbe sembrare vero ma, ma nella pratica vi è un dato assolutamente importante che non è  ancora stato preso in esame, che potrebbe stravolgere tutte le valutazioni fatte fino a questo punto.

E quale potrebbe essere se abbiamo già considerato tutti i fattori che compongo il fatturato?

La risposta in realtà non è da ricercare all’interno del fatturato, ma nella gestione aziendale, ovvero un dato che in pochi analizzano,   ma che è di fondamentale importanza,  la liquidità aziendale o meglio il flusso di cassa.

Infatti, è proprio il controllo del cash flow che può determinare se l’aumento del fatturato sia utile a sanare le sorti dell’azienda o se invece sarebbe controproducente e la porterebbe invece più velocemente verso la bancarotta.

In effetti, se un’azienda lavora con flussi di cassa negativi, significa che paga in generale prima di incassare, di conseguenza per affrontare un incremento di fatturato sarà necessario aumentare l’indebitamento nei confronti del sistema, e questo non è sempre un bene.

A questo punto è evidente che la valutazione dovrà essere fatta in termini finanziari per valutare costi e benefici di questa scelta, ma nella maggior parte dei casi no è mai positivo !

E quindi cosa dovremmo fare?

Sicuramente prima sarà importante analizzare la situazione finanziari dell’azienda e impostare una strategia per ristabilire l’equilibrio dei flussi economici e di seguito puntare sull’espansione commerciale.

Per qualsiasi approfondimento non esitare a contattarmi: l.meroni@me.com

 

Una risposta a “Quando incrementare le vendite danneggia l’azienda

  1. Analizzare oggi le cause del fallimento di un’ impresa medio piccola (focalizzerei l’attenzione su queste fattispecie) non può prescindere dal considerare elementi come l’eccessivo costo del personale (cuneo fiscale) che non ci rende competitivi
    e il Credit crunch.
    Il primo obbliga le imprese alla delocalizzazione : opportuno quando il prodotto non richiede specializzazione
    Il secondo, se non ci si rivolge ad un consulente strategico che analizzando il bilancio ed in particolare i flussi di cassa indirizza l’imprenditore e lo rappresenta presso gli istituti di credito, obbliga alla chiusura dell’attività.
    Per esperienza personale, invece, anche se risale a una decina di anni fa la prestazione del Commercialista si limita solitamente alla tenuta della contabilità ed ai conseguenti adempimenti fiscali.
    solo in apertura di rapporto contrattuale viene esaminata la situazione economico-patrimoniale e finanziaria.
    non dimentichiamoci poi la forte tassazione a cui le imprese sono sottoposte (65%). Spesso si guarda al sistema tedesco: ma in Germania la tassazione del reddito delle imprese è al 45%.
    Purtroppo, è concludo, partita Iva non è sempre sinonimo di imprenditorialità.
    E all’imprenditore si dovrebbe guardare con rispetto visto che crea lavoro.
    Cordialmente Raffaella

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